Carissimi,
ecco la chiamata alla scrittura:
scrittura (per scrittura si intende qualsiasi produzione) artistica letteraria:
L'esilio
il fuori luogo dell'arte.
Scrittura saggistica Scientifica - socioculturale:
La gestione dei saperi e della cultura oggi e le limitazioni del progresso collettivo
- contraddizioni tra interessi privati e fine sociale del progresso nella ricerca tecnica e scientifica.
oppure
Le forme dell'impegno sociale e politico oggi nella dimensione culturale e tecnoscientifica.
inoltre ogni intervento che non rientri in questi temi, ma negli obiettivi della rivista riportati in calce verrà sicuramente valutato e sottoposto alla redazione per la pubblicazione.
la scadenza è stata fissata al 15 GENNAIO 2011.
Abbiamo inoltre impostato alcune responsabilità chiare e fissato degli obiettivi più definiti per la rivista.
Come deciso nelle riunioni di agosto abbiamo delineato alcune tematiche (che ritroverete nel report in calce) e chiarito le scadenze per gli interventi per il numero zero che verrà sottoposto agli editori per eventuali pubblicazioni cartacee.
per ora tutto verrà vagliato dalla redazione diffusa con un sistema di blind review e in seguito verrà valutata con l'autore la modalità di pubblicazione sul blog.
la redazione ha i seguenti componenti:
Redazione Artistica-letteraria:
Giorgio Meledandri
Gianluca Traversi
Simona Carretta
Giuseppe De Trizio
Clara Mitola
Luca Sperandii
Redazione Scientifica - socioculturale:
Alessio Vovlas
Fabio de Leonardis
William Vastarella
Roberto De Robertis
Giuseppe Di Nunzio
L'incontro d'agosto ha affrontato le questioni riguardanti modi e tempi della fondazione della rivista.
Si è confermata la volontà di continuare in forma Blog e pagina FB senza trascurare la possibilità successiva e praticabile di contattare editori per stampare anche in forma cartacea.
La forma di protezione del Blog sarà il creative commons che consente la diffusione del sapere sottraendolo alla immediata valorizzazione monetaria o piuttosto valorizzandolo con una sua reale e spesso maggiore diffusione e valorizzazione sociale.
Infatti, innanzitutto una gran parte del sapere ha origine sociale, nasce da un collettivo, o da elaborazioni di vasti gruppi e chi lo registra si limita a privatizzarlo a proprio vantaggio.
La pubblicazione inoltre consiste nell'essere pubblico, cioè raggiungere quanta più gente possibile e la registrazione spesso è un vincolo alla diffusione. C'è una contraddizione tra il fine della conoscenza, la modalità collettiva della sua diffusione e produzione e la protezione dei saperi in forme monetarie.
Si sono tracciate le tematiche e le strategie della rivista; queste sono riportate a parte qui sotto.
Si è deciso di suddividere il blog in due macro sezioni artistica e scientifica e di suddividere a propria volta la sezione artistica in sottosezioni articolate mediante tag.
Ciascuna sezione avrà responsabili di redazione, benchè tutte le scelte tecniche e editoriali vanno fatte in una ottica di condivisione totale, prevedendo anche possibili condivisioni o passaggi di responsabilità.
Si è deciso di fissare un tema o due, per le diverse sezioni, per una chiamata alla scrittura.
Si è deciso di organizzare a cadenza transumante (durante i ritorni di Pasqua, Natale, estate) degli incontri aperti orientati alla trasmissione delle esperienze migranti, in varie forme.
I TEMI
1 - Il sapere e la cultura come forza di emancipazione e promozione
sociale VS la scuola della strada e dell'uomo fatto da sè.
2 - L'intersezione di reti globali e locali che si toccano in Puglia -
l'integrazione delle reti delle conoscenze, il recupero in chiave
globale di storie, temi, luoghi, ricerche locali.
3 - La trappola dell'identità che chiude le forme di rappresentazione di
sè all'esterno di un intero territorio e consente come canale di
comunicazione solo il clichè, rendendo invisibili le differenze e
sostanzialmente autoconfermandosi e autoconformandosi.
4 - Il conflitto tra comunità e società - tra modello personale e
impersonale - nella contrapposizione tra riscoperta delle relazioni
umane faccia a faccia e tutela dei diritti individuali e collettivi.
5 - La terra ed il mare, territorio giurisdizionalmente ordinato e non
- regole VS pirateria.
6 - Un "ritorno": riportare in Puglia i giovani pugliesi - Tecniche,
temi e discussioni delle "reti dei saperi" globali
la fuga, l'antifuga, il ritorno
la fuga come possibilità, non come necessità, L'ESILIO: la fuga in
"presenza", chi fugge pur restando.
7 - La critica allo sviluppismo ed alla crescita obbligatoria senza la
valorizzazione di parametri reali della qualità della vita. Un bilancio dei costi dell'emigrazione sotto ogni punto di vista
domenica 5 settembre 2010
chi siamo noi?
rivista turne':
strategie e narrazione per un ritorno delle coscienze/conoscenze (e)migra(n)ti della puglia
Molti di noi, sia chiaro, non vogliono tornare di persona. Molti di noi non vogliono tornare più. Molti di noi non sanno che succederà dopodomani. Molti di noi potrebbero essere costretti a tornare. Molti di noi vogliono tornare subito. Molti di noi vorrebbero tornare in futuro. Alcuni possono farlo quando vogliono, altri devono attendere. Molti di noi si stanno rendendo pronti a tornare. Molti di noi tornano ogni tanto e si rivedono tra loro, come succede in tutti i paesi d’emigrazione, e ritrovano i fratelli, i padri, gli amici e i colleghi rimasti. E vorrebbero fare qualcosa per loro e con loro. Molti di noi in Puglia si godono le vacanze e il riposo, gli affetti e i ricordi. Molti altri si chiedono se quella voglia di cambiare, che nel lavoro poteva avere uno strumento, ma che s’è realizzato altrove, non sia più debole senza un gruppo intorno che la condivida e la faccia diventare coscienza. Molti di noi hanno firmato un contratto etico in cui hanno giurato che sarebbero tornati in Puglia con quei saperi. Molti di noi ci credevano davvero. A molti non interessa tornare, ma far ritornare un pezzo di coscienza, che sia particolare ed universale, che sia strumento di liberazione per altri, che crei felicità, che torni a quelli che hanno lavorato per consentirci di conquistare questa coscienza. Molti di noi si sentono cittadini del mondo ma vedono che le relazioni e le comunità esistono, e pensano di poter contribuire a renderle più aperte, più ricche, più solidali, più felici. Molti di noi vedono risorse comuni pugliesi che potrebbero fare le cose che siamo costretti a fare altrove. Molti hanno visto e conosciuto cose che sarebbe bello portare o fare in puglia e non sanno come o a chi dirlo. Molti vogliono e credono che bisogna sostenere la puglia migliore, far durare a lungo la primavera pugliese, perché è un processo aperto che ha bisogno di partecipazione e critica affinchè se ne possano raccogliere i frutti collettivamente. Questi sono alcuni di quelli che scrivono su turnè
strategie e narrazione per un ritorno delle coscienze/conoscenze (e)migra(n)ti della puglia
Molti di noi, sia chiaro, non vogliono tornare di persona. Molti di noi non vogliono tornare più. Molti di noi non sanno che succederà dopodomani. Molti di noi potrebbero essere costretti a tornare. Molti di noi vogliono tornare subito. Molti di noi vorrebbero tornare in futuro. Alcuni possono farlo quando vogliono, altri devono attendere. Molti di noi si stanno rendendo pronti a tornare. Molti di noi tornano ogni tanto e si rivedono tra loro, come succede in tutti i paesi d’emigrazione, e ritrovano i fratelli, i padri, gli amici e i colleghi rimasti. E vorrebbero fare qualcosa per loro e con loro. Molti di noi in Puglia si godono le vacanze e il riposo, gli affetti e i ricordi. Molti altri si chiedono se quella voglia di cambiare, che nel lavoro poteva avere uno strumento, ma che s’è realizzato altrove, non sia più debole senza un gruppo intorno che la condivida e la faccia diventare coscienza. Molti di noi hanno firmato un contratto etico in cui hanno giurato che sarebbero tornati in Puglia con quei saperi. Molti di noi ci credevano davvero. A molti non interessa tornare, ma far ritornare un pezzo di coscienza, che sia particolare ed universale, che sia strumento di liberazione per altri, che crei felicità, che torni a quelli che hanno lavorato per consentirci di conquistare questa coscienza. Molti di noi si sentono cittadini del mondo ma vedono che le relazioni e le comunità esistono, e pensano di poter contribuire a renderle più aperte, più ricche, più solidali, più felici. Molti di noi vedono risorse comuni pugliesi che potrebbero fare le cose che siamo costretti a fare altrove. Molti hanno visto e conosciuto cose che sarebbe bello portare o fare in puglia e non sanno come o a chi dirlo. Molti vogliono e credono che bisogna sostenere la puglia migliore, far durare a lungo la primavera pugliese, perché è un processo aperto che ha bisogno di partecipazione e critica affinchè se ne possano raccogliere i frutti collettivamente. Questi sono alcuni di quelli che scrivono su turnè
sabato 24 aprile 2010
turnè
Per noi la rivista è intesa come un luogo necessario di incontro e condivisione dei nostri saperi e delle narrazioni sulle condizioni di vita quotidiana, i desideri, individuali e collettivi.
In questo luogo pensiamo di fare incontrare e prendere parola ai lavoratori della conoscenza, pugliesi, (e)migra(n)ti e spesso precari e dibattere su tutto quello che li riguarda.
C´è per molti di noi l´urgenza di far ritornare in puglia il sapere che abbiamo assorbito e rielaborato e che il sistema di produzione ha portato in altri luoghi, come c´è bisogno di esprimere una critica collettiva al sistema produttivo in cui viviamo per elaborare strategie alternative.
La Puglia spesso investe in un sapere che si realizza altrove, ma ha difficoltà ad orientare il proprio sviluppo per socializzare questa ricchezza, in funzione dei bisogni della comunità e dello sviluppo di relazioni umane non alienate.
È una sorta di esilio vissuto da alcuni, sia come impossibilità di esercitare qui i propri saperi, sia come rinuncia a sviluppare pratiche e conoscenze incompatibili con quello che il mercato regionale richiede.
È una urgenza caratterizzata anche da un sentire comune: la *pugliesità*, come tutte le identità mutevole e un po´ mistificata, ma che ha la migrazione nella sua storia, ed è dunque aperta all´altro.
La rivista è destinata ad un pubblico di migranti e di lavoratori della conoscenza e a chiunque voglia conoscere ed approfondire queste tematiche da un punto di vista politico, sociale e letterario.
Pertanto la rivista avrà due diversi settori: il primo si chiamerà "la puglia vista dalla luna" oppure "letture migranti" ed è dedicato alle narrazioni dirette e indirette delle condizioni dei migranti, in particolare della conoscenza;
il secondo che si chiamerà "strategie di ritorno" ed è dedicato al dibattito e alla condivisione dei saperi.
Alla rivista hanno già dato adesione docenti e dottori di ricerca, ma anche studenti e studiosi di varie generazioni e settori.
Esiste già un nucleo redazionale che è disposto a selezionare e impaginare i materiali pubblicati.
La piattaforma di distribuzione preferibilmente avverrà prima sul web, successivamente prevede un formato cartaceo disponibile alla stampa su richiesta o scaricabile in formato pdf.
A breve richiederemo interventi scritti per il numero zero sulle tematiche su descritte.
In questo luogo pensiamo di fare incontrare e prendere parola ai lavoratori della conoscenza, pugliesi, (e)migra(n)ti e spesso precari e dibattere su tutto quello che li riguarda.
C´è per molti di noi l´urgenza di far ritornare in puglia il sapere che abbiamo assorbito e rielaborato e che il sistema di produzione ha portato in altri luoghi, come c´è bisogno di esprimere una critica collettiva al sistema produttivo in cui viviamo per elaborare strategie alternative.
La Puglia spesso investe in un sapere che si realizza altrove, ma ha difficoltà ad orientare il proprio sviluppo per socializzare questa ricchezza, in funzione dei bisogni della comunità e dello sviluppo di relazioni umane non alienate.
È una sorta di esilio vissuto da alcuni, sia come impossibilità di esercitare qui i propri saperi, sia come rinuncia a sviluppare pratiche e conoscenze incompatibili con quello che il mercato regionale richiede.
È una urgenza caratterizzata anche da un sentire comune: la *pugliesità*, come tutte le identità mutevole e un po´ mistificata, ma che ha la migrazione nella sua storia, ed è dunque aperta all´altro.
La rivista è destinata ad un pubblico di migranti e di lavoratori della conoscenza e a chiunque voglia conoscere ed approfondire queste tematiche da un punto di vista politico, sociale e letterario.
Pertanto la rivista avrà due diversi settori: il primo si chiamerà "la puglia vista dalla luna" oppure "letture migranti" ed è dedicato alle narrazioni dirette e indirette delle condizioni dei migranti, in particolare della conoscenza;
il secondo che si chiamerà "strategie di ritorno" ed è dedicato al dibattito e alla condivisione dei saperi.
Alla rivista hanno già dato adesione docenti e dottori di ricerca, ma anche studenti e studiosi di varie generazioni e settori.
Esiste già un nucleo redazionale che è disposto a selezionare e impaginare i materiali pubblicati.
La piattaforma di distribuzione preferibilmente avverrà prima sul web, successivamente prevede un formato cartaceo disponibile alla stampa su richiesta o scaricabile in formato pdf.
A breve richiederemo interventi scritti per il numero zero sulle tematiche su descritte.
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